Chi Siamo

Le persone dietro questa campagna sono attive da diverse anni in lotte diverse, sebbene le loro attenzioni si siano nel tempo focalizzate sulla questione animale. Crediamo che sia fondamentale unire una prospettiva di azione volta ad essere strategicamente efficace, mirata quindi ad ottenere degli effetti e dei risultati concreti contro le aziende che lucrano sulla sofferenza e l’oppressione degli animali, ad una visione di insieme che rifiuti di compromettere la lucidità di una analisi radicale del problema in funzione di una banalizzazione del messaggio al fine di raggiungere un numero più alto di persone.

Ogni lotta, ogni campagna, ogni percorso è volta ad ottenere qualcosa. Può trattarsi di obiettivi più o meno concreti, di ambire a risultati sul breve o sul lungo periodo. Può capitare che il singolo obiettivo non venga raggiunto, ma che da quella esperienza si aprano nuove possibilità, si creino nuovi legami, si costruiscano nuove prospettive. Questo può avvenire solo scegliendo di veicolare i propri contenuti in modo diretto, senza filtrare la propria tensione ideale per calcolo politico.

Per questo ci teniamo a chiarire in questo spazio alcuni punti che riteniamo fondamentali nell’intraprendere questo percorso:

– Ci interessa parlare con le persone e raggiungere chi può sentire, o potenzialmente
maturare, affinità con quanto espresso dalla campagna. La volontà di comunicare non può tuttavia essere affidata a nostro avviso a quei mezzi di comunicazione di massa che per loro stessa natura tendono a standardizzare e rielaborare ogni tipo di messaggio in funzione della fruibilità mediatica. Per questa ragione non è di nostro interesse interagire con giornalisti di grosse testate o canali televisivi intenzionati a strumentalizzare la lotta contro la vivisezione in funzione di ascolti e volontà di creare sensazionalismi. Auspichiamo invece di avere la possibilità di interagire con persone che lavorano per e con media indipendenti, siti o riviste di controinformazione, realtà ed individui con i/le quali condividere analisi, critiche, aggiornamenti sulla campagna. Pur scoraggiando l’utilizzo totalizzante dei cosiddetti social media, abbiamo deciso di utilizzarne alcuni a fini di diffusione di iniziative ed aggiornamenti. Non intendiamo farli divenire l’unica piattaforma sulla quale interagire con la campagna, pertanto invitiamo chi è interessato a scriverci una mail, iscriversi alla Newsletter, venirci a conoscere di persona e divenire parte attiva della campagna!

– Percepiamo l’azione diretta, intesa come l’iniziativa individuale che non presuppone di rinunciare al proprio potenziale per delegare ad altri /e la propria volontà, nelle sue molteplici forme e declinazioni come parte irrinunciabile ed essenziale in ogni percorso di lotta libertario. La lotta per la liberazione degli animali dallo sfruttamento è a nostro modo di vedere inevitabilmente volta a sovvertire la gerarchia sociale fondante del sistema capitalista, all’interno della quale alcuni individui sono più degni di altri di vivere liberi e privi di sofferenza, quindi intrinsecamente libertaria.

– Rifiutiamo di accettare che l’unico modo per ottenere un cambiamento concreto sia quello di delegare il nostro senso di urgenza ad istituzioni, partiti o personaggi politici, grosse organizzazioni ed associazioni. Crediamo che la auto-organizzazione, la condivisione ed il confronto, la determinazione e la continuità di un gruppo di individui consapevoli possa arrivare molto lontano, come alcune campagne del passato hanno dimostrato.

– Riteniamo parte fondante di ogni lotta il supporto attivo nei confronti di coloro che si trovano a fare i conti con la repressione da parte delle Istituzioni, solo considerando la solidarietà come pratica irrinunciabile abbiamo possibilità di portare avanti lotte durature e in grado di rimanere in piedi nonostante gli attacchi da parte di coloro che esistono solo al fine di proteggere le aziende dello sfruttamento ed i responsabili delle nostre oppressioni.

Sembrerebbe superfluo precisarlo, ma considerata la tendenza recente di certi soggetti a prendere parte alle iniziative antispeciste o ecologiste sentiamo di ribadire, ora e subito, che in nessun caso potremmo tollerare di condividere momenti di piazza, di dibattito o confronto con chiunque nutra simpatia, affinità o semplice indifferenza verso “idee” fascistoidi, razziste, sessiste, transfobiche o omofobe.

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Alcune parole sul Corteo del 2 Marzo 2019 contro Bettinardi

A scrivere queste poche righe sono gli autori e le autrici del blog “Chiudere Bettinardi”.

Sabato 2 Marzo 2019 è stato indetto un corteo contro l’allevamento Bettinardi da parte di un coordinamento di recente formazione, il “Coordinamento Gruppo Animalisti Italia” che racchiude alcuni gruppi animalisti attivi da tempo sul territorio come il “Meta” o il “Fronte Animalista”.

Imbattendoci nella chiamata per l’iniziativa, pubblicata rigorosamente solo su Facebook, abbiamo notato che in più occasioni questo blog veniva citato come fonte di informazione.

Quando si pubblica qualcosa in rete diviene fruibile da tutti /e, inevitabilmente quindi anche questo sito che, seppur creato con l’ambizione e la volontà di tradursi in una campagna, non ha ancora trovato una sua applicazione pratica, è stato trovato e reso manifesto da chi organizza questo evento.

Non scendendo nel merito dell’iniziativa, di per sé finalizzata a contrastare l’esistenza dell’allevamento, ci preme precisare come il progetto “Chiudiamo Bettinardi” non abbia nulla a che fare con la manifestazione del 2 Marzo né con i gruppi che la promuovono.

Riteniamo doveroso fare questa precisazione in quanto le individualità dietro al blog si riconoscono in una lotta per la liberazione animale profondamente interconnessa con le altre forme di lotta per la liberazione dall’oppressione. Purtroppo i gruppi le cui sigle sono rappresentate dal “Coordinamento Gruppo Animalisti Italia” rappresentano una forma di “animalismo”, sicuramente ad oggi preponderante nelle sue diverse espressioni, che rivendica qualunquismo ed apoliticità come bandiere da sventolare in nome dello slogan “prima gli animali” accettando tra le proprie fila anche personaggi  portatori di idee razziste, fasciste, omofobe etc.

Nonostante i nostri cuori brucino per tutti gli animali che con numeri sempre più spaventosi vengono abusati, imprigionati e sfruttati nella nostra società riteniamo che una reale istanza di liberazione non possa ipotizzare di slegarsi dalle altre perché qualcuno /a deve essere messo /a “prima”.

Per questa ragione non parteciperemo alla iniziativa del 2 Marzo e chiediamo che questa piattaforma informativa non venga associata in alcun modo alle realtà promotrici della stessa con le quali non abbiamo alcuna affinità.

Per la liberazione animale, umana e della terra

Blog “Chiudiamo Bettinardi”

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